Venturelli il pupillo di Matteo Salvini su una live Tik Tok augura la morte ai bambini di Gaza

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:attualità
  • Commenti dell'articolo:1 commento
Al momento stai visualizzando Venturelli il pupillo di Matteo Salvini su una live Tik Tok augura la morte ai bambini di Gaza

Ferenc Venturelli, influencer leghista conosciuto sui social con il nome di Eterno e vicino a Matteo Salvini, è finito al centro dell’attenzione mediatica negli ultimi giorni. Non solo per le notizie relative a presunte minacce ricevute, ma soprattutto per alcune dichiarazioni diffuse sui social — in particolare sulla piattaforma TikTok — che hanno sollevato un’ondata di indignazione.

In un video ampiamente circolato online (di cui si allega link), Venturelli afferma:

“… per me Netanyahu è stato troppo moderato, se fosse stato per me avrei buttato bombe ovunque fino a fare morire anche l’ultimo bambino di merda…”

Alcune dichiarazioni live sono consultabili quì e quì

Parole che, al di là del contesto in cui sono state pronunciate, evocano esplicitamente la legittimazione della violenza indiscriminata e la morte di minori. Anche volendo leggerle come iperbole retorica, resta il peso politico di un linguaggio che normalizza l’annientamento come opzione accettabile nel dibattito pubblico.

Il conflitto in Medio Oriente è oggetto di iniziative giudiziarie e valutazioni da parte di organismi come la Corte Penale Internazionale e di prese di posizione delle Nazioni Unite. Diverse organizzazioni umanitarie hanno inoltre diffuso rapporti nei quali si denunciano gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e un numero estremamente elevato di vittime civili, tra cui minori.

Alcuni report di ONG attive nell’area hanno segnalato la scomparsa di bambini nel caos del conflitto e avanzato timori circa possibili fenomeni di tratta o detenzione irregolare, elementi che richiedono accertamenti nelle sedi competenti. Altri operatori sanitari rientrati dalla zona hanno riferito, in interviste pubbliche e testimonianze, di ferite compatibili con colpi d’arma da fuoco diretti alla testa o al torace di minori, circostanze che, se confermate dalle indagini ufficiali, configurerebbero violazioni gravissime nel Genocidio.

In un contesto simile — segnato da accuse, indagini e un drammatico numero di vittime civili — l’evocazione della morte di bambini come opzione politica non può essere liquidata come semplice provocazione.

La libertà di espressione è un pilastro democratico. Ma non è sinonimo di irresponsabilità. Chi interviene nello spazio pubblico, specie su temi di guerra e diritti fondamentali, ha il dovere di misurare il linguaggio e di evitare formule che possano apparire come giustificazione della violenza contro civili.

Non si tratta di censurare il dissenso politico, né di impedire prese di posizione nette. Si tratta di stabilire un limite: la disumanizzazione dell’altro — qualunque sia la sua nazionalità o appartenenza — non può diventare cifra ordinaria della comunicazione politica.

Negli ultimi anni, polemiche analoghe hanno coinvolto anche altri esponenti dell’area politica di riferimento, tra cui Silvia Sardone, a testimonianza di un clima comunicativo sempre più radicalizzato. È un dato che interroga non solo i singoli protagonisti, ma l’intero sistema politico e culturale.

Il punto non è stabilire chi abbia diritto di esprimere opinioni forti. Il punto è chiedersi quale idea di umanità venga trasmessa quando, nel dibattito pubblico, la morte di bambini viene evocata come opzione strategica.

La politica può essere conflittuale, aspra, persino brutale nei toni. Ma quando smarrisce il senso del limite e della responsabilità, non rafforza il consenso: impoverisce il confronto democratico.

E questa è una questione che riguarda tutti, al di là delle appartenenze.

Una risposta a “Venturelli il pupillo di Matteo Salvini su una live Tik Tok augura la morte ai bambini di Gaza”

  1. Avatar Luca Abrate
    Luca Abrate

    Isolarli è l’unica reazione possibile dopo lo sdegno. Regalare loro altro tempo sarebbe una mancanza di rispetto per noi stessi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo articolo ha un commento

  1. Luca Abrate

    Isolarli è l’unica reazione possibile dopo lo sdegno. Regalare loro altro tempo sarebbe una mancanza di rispetto per noi stessi

Lascia un commento