Nella notte dopo la liberazione delle due donne americane tenute in ostaggio da Hamas finalmente il valico di Rafah è stato aperto momentaneamente, permettendo così l’ingresso di soli 20 camion contenenti aiuti umanitari, mentre sono circa trecento in totale che attendono al confine egiziano .
Gli operatori umanitari hanno dichiarato pubblicamente che si tratta di una goccia nell’oceano. All’interno di questi venti mezzi sono contenuti medicine, supporti sanitari e cibo in scatola che però non serviranno neanche marginalmente a tamponare il dramma che in questi giorni ha devastato la popolazione di Gaza. Il convoglio entrato poche ore fa sulla striscia è stato coordinato dalla Red Cross Crescent egiziana, proviene infatti da nord del Sinai.
Mentre sulla Striscia di Gaza regnano caos, confusione e morte in Medio oriente si fa strada la Resistenza Islamica che raggruppa differenti organizzazioni con un obiettivo comune, quello della distruzione degli Usa e di Israele eliminando così il dominio dell’imperialismo occidentale dal mondo arabo. questi aiuti umanitari verrano però distribuiti solo nella zona sud, contrariamente a ciò che si sperava l’ospedale più grande dell’enclave il Shifa Hospital non verrà rifornito a causa di una richiesta esplicita del porta voce israeliano. Martin Griffiths, coordinatore dei soccorsi d’emergenza delle Nazioni Unite ha accolto con favore la consegna, affermando che:
“…è avvenuta dopo giorni di negoziati profondi e intensi con tutte le parti interessate per garantire che le operazioni di aiuto a Gaza riprendano il più rapidamente possibile e con le giuste condizioni. Sono fiducioso che questa consegna sarà l’inizio di uno sforzo sostenibile per fornire forniture essenziali – tra cui cibo, acqua, medicine e carburante – alla popolazione di Gaza, in modo sicuro, affidabile, incondizionato e senza ostacoli”
Nel frattempo alcuni mezzi corazzati israeliani Puma sono stati fotografati mentre i militari erano intenti a coprirli con sacchi di sabbia, un metodo anti drone comunemente utilizzato. L’invasione via terra comporterà una guerra infinita ed ancora più sanguinosa che devasterà ulteriormente il territorio e la popolazione gazawi. I media arabi ed i relatori per i diritti umani confermano che prima di questo conflitto nell’enclave avevano libero accesso circa cento camion di aiuti al giorno.
Durante l’ingresso del convoglio umanitario spunta la notizia che in queste ore Israele ha bombardato indiscriminatamente il territorio, uccidendo dodici persone di cui otto bambini nella zona residenziale di Deir al- Balah, zona centrale della striscia; i dati quindi dal 7 ottobre portano il numero dei minori morti a 1.756, inoltre 967 donne, circa 14.000 feriti confermando che il 70% delle 4.385 vittime totale è composta da bambini, donne e anziani. L’ufficio stampa di Hamas ha rilasciato una dichiarazione affermando che i camion carichi di aiuti attesi “non cambieranno le catastrofiche condizioni mediche a Gaza”. La Croce Rossa Internazionale lancia infatti un’appello per il rischio imminente di colera che potrebbe dilagare tra la popolazione a causa del blocco di acqua, energia elettrica e carburante che ha provocato una vera e propria catastrofe sanitaria senza precedenti.
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