Siamo di fronte ad una narrazione macabra della storia presente, passata e futura firmata dall’Occidente.
Antonietta Chiodo
Anche i mediatori, nonostante il coinvolgimento del Qatar e dell’Egitto, sembrano più interessati a mantenere l’economia sanguinaria israeliana piuttosto che a tutelare i bambini palestinesi e le loro famiglie. È il solito tranello, un inganno che ci viene propinato per farci credere che qualcuno stia lavorando per la pace.
Oggi, Hossam Badran, rappresentante di Hamas, ha dichiarato che:
“Un governo con competenze nazionali e apartitiche dovrebbe amministrare la Striscia di Gaza e la Cisgiordania dopo la guerra, dovrà restare una questione interna palestinese e che il movimento non discuterà del futuro di Gaza con soggetti esterni”.
Inoltre, Izzat al-Rishq, un altro rappresentante di Hamas, ha dichiarato apertamente che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha alcuna intenzione di arrivare a un cessate il fuoco permanente. Netanyahu continua a procrastinare, mentre nella Striscia di Gaza si consuma un genocidio. È inaccettabile osservare inermi questo massacro, consapevoli che la vita di un’intera popolazione è nelle mani di media assertivi, ignoranti e politici corrotti.
La flessibilità della resistenza palestinese nella ricerca di un accordo è evidente, mentre il governo Netanyahu rimane rigido. Muhammad al-Hindi, vice segretario generale del Movimento della Jihad Islamica, ha dichiarato in queste ore al media stampa Al-Mayadeen che:
“La priorità di Netanyahu non è recuperare i prigionieri israeliani, ma continuare la guerra nella Striscia di Gaza”.
Ha sottolineato che il negoziatore israeliano sta procrastinando dimostrando un fallimento sul campo e l’arroganza per scopi interni.
L’incapacità dei giornalisti italiani di esaminare il conflitto israelo-palestinese in tutte le sue parti confonde i lettori, rendendo difficile una soluzione. È evidente che si tratta di un gioco per prendere tempo in attesa delle elezioni statunitensi, sacrificando così il sangue di palestinesi, libanesi e siriani innocenti.
L’Egitto ha confermato che Israele sta cercando di installare sistemi di sicurezza al valico di Rafah, compromettendo ogni possibilità di accordo. In Cisgiordania continuano gli arresti di donne e bambini, mentre le esecuzioni a sangue freddo proseguono. L’ultima lista di vittime proveniente da Gaza ci mostra chiaramente che gli Stati Uniti e Israele stanno solo prendendo tempo in attesa delle elezioni statunitensi.
Dieci martiri sono stati giustiziati nelle loro case dalle forze di occupazione nella zona industriale e nel quartiere di Al-Riis a sud-ovest di Gaza:
- Mustafa Ahmed Zaidi
- Mahmoud Khaled Zaidi
- Imad Khaled Zaidi
- Abu Youssef Nasser Zaidi
- Fahmy Lulu
- La moglie del martire Maher al-Badri
- Suo figlio Ahmed Maher al-Badri
- Sua figlia Soha Maher al-Badri, moglie del martire Hashim al-Badri
- Mason Jacob Galaini
- Jacob Galaini
Numerosi corpi bruciati sono stati ritrovati nel villaggio di Tel el-Hawa, civili costretti a richiedere nuovamente l’intervento di una comunità internazionale cieca ed assente. I crimini di occupazione fascista e la pulizia etnica a Tal al-Hawa e l’esecuzione di anziani e bambini nelle loro case sono gravi violazioni che richiedono una responsabilità internazionale urgente ed immediata, senza se e senza ma. Israele è evidentemente in crisi, nonostante cerchi inutilmente di uccidere il maggior numero possibile di civili nel tentativo di convincere gli alleati. Il governo di occupazione ha deciso di estendere il servizio obbligatorio nell’esercito a 3 anni anziché 32 mesi, aumentando così la durata del servizio di 4 mesi.
Questa proroga sarà in vigore per i prossimi 8 anni.
Inoltre, per affrontare la carenza di soldati, Gallant ha dichiarato la sua intenzione di reclutare migliaia di religiosi haredi. Gli haredim sono individui il cui atteggiamento è molto violento. Uno dei loro leader, il rabbino Dove Lando, ha dichiarato:
“Uno stato che impone il reclutamento agli studenti delle scuole bibliche non è degno di esistere”.
La crisi di carenza sta mettendo sotto pressione la loro comunità. Anche se continuano la guerra con tutte le aggressioni, le crepe interne sono diventate pericolose e li distruggeranno perché i loro leader sono stupidi e ignorano la gravità del problema, pensando di essere vicini a una vittoria imminente mentre il loro storico fallimento è sotto gli occhi di tutti.
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