Il signor Alessandro Aleotti detto J-Ax famoso in Italia per le sue canzoni pop, non mi sento minimamente di avvicinarlo al rap come erroneamente hanno fatto altri in passato. Sappiamo benissimo che quel tipo di musica nasce dalla disperazione in quei sobborghi dove sin da bambini si lotta contro la violenza del potere e della società, cibo culturale di cui questo signore non ha mai assaggiato neanche una goccia.
Come evidenziato anche in una sua intervista su Belve, condotta dalla giornalista Francesca Fagnani, si mette in luce l’immagine fasulla del cattivo ragazzo, utilizzata negli anni solo come campagna mediatica. Non dimentichiamo inoltre la squallida figura che fece l’omino del pop quando si permise di insultare un re del rock come Eric Clapton. Potremmo dire che il coraggio non gli manca o forse incoscienza… pare più probabile.
Gli insulti a Eric Clapton sono stati di una bassezza senza precedenti, accumulando frasi assurde come:
“La cocaina non gli è scesa” oppure, riportato da Rolling Stones, sempre contro Clapton, “Al suo confronto Matteo Salvini sembra Nelson Mandela”. Insomma, possiamo considerare il fatto che spesso i nani hanno bisogno di attaccare i giganti per ricordare al mondo di esistere oppure gli basterebbe considerare, come dicono spesso gli adolescenti di oggi: “Quelli che hanno fatto successo e si credono Elon Musk…”.
Resta il fatto che personaggi come J-Ax o Vasco Rossi hanno aiutato molti dei loro fan a comprendere chi siano veramente e quanta empatia provino di fronte alla morte di migliaia di bambini dal 7 ottobre. Tuttavia, sino ad oggi hanno ignorato i bambini rinchiusi nelle carceri israeliane, i bambini bruciati vivi dai coloni israeliani, famiglie distrutte, menti devastate, case violate, padri imprigionati e torturati perché definiti terroristi, e via dicendo, da quasi ottant’anni con il tacito assenso di artisti come il signore citato in questo articolo.
Il signore in questione ha già fatto molti, troppi scivoloni in passato prima di menzionare il genocidio palestinese in un imbarazzante post su Instagram associato alla sua pagina ufficiale, dove ovviamente gli attivisti pro Palestina e non solo, anche persone comuni costrette in questi ultimi otto mesi ad aprire gli occhi, lo hanno attaccato senza pietà, evidenziando la marchetta fatta tra le righe allo show business di cui fa parte da decenni. Il signor J-Ax ha dichiarato in questo post che gli accadimenti del 7 ottobre sono “qualcosa di mostruoso ed ingiustificabile”. Basterebbero queste sue parole per rendersi conto che probabilmente il personaggio in questione si è prodigato solo poche ore prima ad acculturarsi un minimo sul conflitto israelo-palestinese, casualmente dopo avere comunicato il 7 maggio l’inizio del suo tour. Poche ore dopo, sempre questo tizio decide di farsi fotografare e pubblicare accanto al post sulla Palestina e alla sua fasulla indignazione con una star della musica italiana, Vasco Rossi, che non dimentichiamo pubblicò un post in cui dichiarava senza se e senza ma, a genocidio in corso, che quello palestinese non era minimamente comparabile a quello subito dalla popolazione ebraica durante la seconda guerra mondiale.
Insomma, siamo di fronte al marketing delle marchette musicali di cui oramai possiamo confermare la dignità sia morta e sepolta. Il signor Alessandro non ha la minima idea di cosa comporti questo argomento e tanto meno che gli stupri e gli sgozzamenti di bambini denunciati da Israele il 7 ottobre 2023 sono stati ufficialmente confermati come falsi non solo dai media israeliani ma anche da numerose inchieste tra cui Associated-Press. Inoltre, non dimentichiamo che proprio il New York Times, che ha fatto dei presunti stupri in Israele il loro cavallo di battaglia, si è visto obbligato a licenziare la giornalista israeliana, che giornalista non è mai stata, Anet Schwarts, per divulgazione di materiale falso. Sarebbe piacevole che certi personaggi comprendessero che la resistenza palestinese non è, al contrario della narrazione di molti ignoranti, un’organizzazione terroristica bensì l’unica fonte di salvezza per la terra di Palestina e che Hamas, come definito anche da Martin Griffiths sottosegretario dell’OCHA, è un partito politico militare.
Il 7 ottobre 2023 è stato semplicemente l’obbligo di resistenza dedito a far comprendere ad un popolo che sino ad oggi ha creato la propria ricchezza sul sangue degli ultimi, senza citare i palestinesi ma basterebbe attingere alle inchieste sullo sfruttamento in Israele dei lavoratori africani di cui i corpi vengono detenuti dallo stato sionista per ricerche scientifiche o altro, come fanno per le scimmiette o i topolini bianchi nei laboratori di ricerca.
Non dimentichiamo inoltre che la sua infinita ipocrisia non sono passati inosservati agli occhi degli addetti ai lavori in campo musicale negli anni:
Comunisti col Rolex è stato accolto in maniera generalmente negativa dalla critica specializzata. Lorenzo Tagliaferri di Impatto Sonoro ha affermato che l’album «si candida a diventare in maniera repentina il manifesto dell’ennesima generazione che si butta nel cesso con una corda al collo. J-Ax e Fedez, promotori di un linguaggio stupido, inadeguato ad una società multilivellata e caratterizzata dall’aumento dell’alfabetizzazione, scrivono musica per gli ultimi. Non gli “ultimi” che immaginate voi. Non quelli che soffrono o che muoiono di fame e di sete. Gli ultimi della catena del progresso». Anche Rolling Stone Italia si è espresso negativamente nei confronti del progetto, definendolo «pieno di contraddizioni», con particolari critiche rivolte alla title track: «L’idea stessa di comunista col Rolex è démodé, ma lo è anche il valore dato ai soldi in questo pezzo, una versione dell’edonismo reaganiano masticata e sputata dal rosichìo social e 5stelle.»
Ci troviamo di fronte alla Nakba infinita iniziata negli anni quaranta contro un popolo che ha dimostrato in questi quasi 100 anni dignità da vendere. Assistiamo allo sgozzamento di bambini, deportazioni, esecuzioni e violazioni dei diritti umani a 360 gradi anche contro i rappresentanti dei diritti umani, contro i giornalisti e i medici. Non ci servono quindi le vomitate patetiche sui social di personaggi che hanno fatto di questo putrido sistema il loro portafogli gonfio di denaro sanguinante.