È un dato di fatto che personaggi israeliani noti siano stati eliminati socialmente a causa di post personali. L’indignazione degli attivisti Pro Pal ha colpito la carriera del giocatore di calcio israeliano Shon Weissman.
La FIFA non ha ancora sanzionato la squadra nazionale israeliana e lo stato sionista, che si muove indisturbatamente tra campionati calcistici, olimpiadi, ring e palcoscenici. Ma questa volta una importante squadra tedesca, il Fortuna Düsseldorf, ha deciso di seguire la voce dei propri tifosi. La decisione è arrivata dopo la petizione online lanciata dai tifosi del Fortuna, che chiedevano ai vertici del club di non ingaggiare l’attaccante a causa dei suoi passati “commenti controversi”. La Federazione calcistica palestinese ha comunicato con certezza che sono stati uccisi almeno 400 calciatori e che quasi 300 impianti sportivi, tra cui stadi, palestre e sedi di club, sono stati distrutti.
È inaccettabile che giocatori come Weissman continuino a competere in gare sportive di qualsiasi genere di fronte a dati così allarmanti. Questo è un chiaro segno che le società calcistiche si definiscono contro il genocidio a Gaza. È il momento di prendere decisioni concrete: le agenzie di stampa devono smetterla di mediare la comunicazione e riportare notizie che non riflettono la realtà dei fatti.
Questo episodio è un monito per chiunque si dica inerme di fronte a un genocidio, non solo quello voluto dal governo israeliano attuale, ma anche dall’Occidente e dall’inerzia nell’applicare sanzioni.
La petizione, firmata da migliaia di persone, invia un messaggio inequivocabile alla società calcistica:
“I commenti di Weissman sono discriminatori e irrispettosi, in netto contrasto con i principi sostenuti e promossi da Fortuna Düsseldorf.
Ingaggiarlo sarebbe un errore. Danneggerebbe la credibilità del club e della sua tifoseria, che abbraccia la diversità e la comunità. Ci sono molti giocatori di talento che rispecchiano meglio lo spirito e l’etica del nostro club.”
È evidente che questi personaggi esprimono pensieri che rivelano un’evidente mancanza di rispetto e un odio razziale. È chiaro che la loro scelta di esprimersi in questo modo è dovuta alla passività dei governi, come quello italiano, che non prendono una posizione chiara nei confronti del sionismo.
È inoltre evidente che i post datati 2023 confermano senza ombra di dubbio le posizioni di Weissman, come dimostrato dai seguenti tweet pubblici:
“È inaccettabile che non siano ancora state sganciate bombe da 200 tonnellate su Gaza. È il momento di agire con determinazione e prendere decisioni decisive.”
Oppure
“Perché non vengono colpiti alla testa?”
È fondamentale ricordare che l’UE, attraverso la propria portavoce, ha deliberatamente deciso di concedere tempo fino a ottobre 2025 per l’applicazione di eventuali sanzioni, non riconoscendo evidentemente la gravità della carestia che sta mietendo decine di vittime quotidiane nella Striscia di Gaza.
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