Se Julian Assange verrà estradato i file sulla Palestina saranno cancellati

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LEON NEAL/GETTY IMAGES

Il giornalista ed editore Julian Assange dopo essere stato braccato per più di dieci anni dai governi occidentali è oggi detenuto nel carcere di massima sicurezza Di Belmarsh in Inghilterra, purtroppo dopo quattro anni di detenzione la possibile estradizione verso gli Usa rischia di essere vicina. Il metodo innovativo di informazione collettiva e sociale che Assange ed i suoi collaboratori hanno creato negli anni ha insegnato alle persone comuni ad accedere a file informativi senza essere obbligati a passare dal giornalista di turno, creandosi così una opinione personale in merito ad eventi di portata mondiale.

Con questo articolo tengo a rammentare non solo l’importanza di uomini e donne del calibro di Julian Assange che possano consentire ai popoli sotto occupazione un giorno di avere la tanto sospirata giustizia, ma l’imminente rischio che i governi occidentali e non solo quelli statunitense ed israeliano possano avere il totale controllo sul lavoro dei media e la ormai certa possibilità che i documenti inerenti i crimini di guerra corrano il rischio di essere eliminati. In passato vennero divulgate numerose voci sui giornalisti di WikiLeaks, come ad esempio la presunta assenza di documentazioni on line che attestassero i crimini israeliani, questa credenza è falsa e fa semplicemente parte di una Hasbara sottile e diabolica, i cablò infatti da diversi anni sono online e sono numerosi. In Libano diversi bombardamenti condotti negli anni addietro distrussero le principali sedi in cui vennero custoditi gli archivi storici, artistici ed audiovisivi del popolo palestinese per cancellarne definitivamente così la memoria storica. Possiamo quindi comprendere che l’eventuale estradizione del giornalista metterebbe in pericolo anche le informazioni inerenti i crimini di guerra israeliani nei confronti del popolo palestinese contenute in WikiLeaks.

Le mail intercorse tra le due donne comprovano l’intenzione degli Stati Uniti di tenere al potere il presidente Abbas e fare in modo che abbia voce nella diplomazia internazionale. Per visionare l’intero fail cliccate QUI.

Quest’altra mail invece prova come gli USA nei decenni del conflitto abbiano sempre cercato di inserirsi all’interno delle comunicazioni tra Israele- Palestina e Stati Generali, nella mail infatti gli Stati Uniti vengono addirittura definiti “Pese Sponsor“. L’ interlocutrice di Hillary Clinton è Huma Abedin, da molto tempo impegnata in politica con il Partito Democratico, già nel 1996 divenne stagista presso la Casa Bianca, nel 2000 divenne assistente ufficiale per la signora Clinton.

Da: Huma Abedin A: Hillary Clinton Data: 29-07-2010 21:00 Oggetto: Anche la stampa

Caso NON CLASSIFICATO del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti n. F-2016-07895 Doc n. C06130658

Data: 31/05/2017 5-

In caso di progressi nei negoziati per l’annuncio dello Stato palestinese, il paese sponsor – gli Stati Uniti d’America – presenterà al Consiglio di Sicurezza un rapporto concordato tra la Palestina e la parte israeliana, che includerà i tempi della avviare la seconda fase di negoziati dettagliati basati su tutti gli elementi concordati nel primo ciclo di negoziati e sulla limitazione del periodo del secondo ciclo a 3 mesi. 6-Il paese sponsor presenterà al Consiglio di Sicurezza un rapporto su ciò che è stato concordato e ciò che non è stato concordato nella seconda fase dei negoziati. 7-In assenza di accordo riguardo alle questioni relative allo status finale, saranno condotte consultazioni internazionali per un periodo di 3 mesi per ridurre il divario tra i punti di vista delle due parti, comprese le proposte del Consiglio di Sicurezza basate sulla soluzione dei due Stati, sull’Iniziativa di Pace Araba, sulla Road Map e su essa deve essere accettato da entrambe le parti in conformità con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza.

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