Intervista: Quel villaggio dimenticato in Palestina

Al momento stai visualizzando Intervista: Quel villaggio dimenticato in Palestina

Durante l’estate del 2017 conobbi Tayseer nella West Bank occupata, Tayseer gestisce la direzione comunale e la salvaguardia dei giovani nel villaggio di Tqu, Palestina.

Il Progetto della Pace dei Bimbi che portai nella loro comunità fu un successo, uno sviluppo di arte terapia dedito alla rivalutazione delle aspettative e dei pensieri propri, il laboratorio fu possibile anche grazie alla presenza ed alla mediazione del maestro Omar, rimase infatti stupefatto nel vedere cosa attraverso i disegni trasparì dall’anima di questi ragazzini. Gran parte di essi attualmente si trova in carcere a causa di detenzione amministrativa o accusati per lancio di pietre, in questi casi la legge israeliana si riserva la possibilità di applicare una pena sino a dieci anni di reclusione rinnovandola semestralmente. Molti fanciulli di Tqua già all’età di dodici anni ricordano l’esperienza dura del carcere israeliano, questa intervista oggi nasce per portare alla luce la disperata lotta di questo villaggio, imprigionato tra insediamenti di coloni e due torrette militari di sorveglianza, limitando così la libertà di queste persone.

I prigionieri nelle carceri israeliane dall’inizio del 2022 sono ad oggi circa 5.000 di questi 300 sono minori, nel corso del 2021 l’esercito israeliano ha arrestato quasi 8.000 palestinesi, inclusi più di 1.300 minori e 184 donne.

Il ruolo che ricopri all’interno del villaggio che peso ha sulla tua vita e quella della tua famiglia?

Sono direttore comunale, mi occupo della tutela delle famiglie ma soprattutto dei ragazzi e della loro protezione, prima e dopo l’esperienza del carcere, con alcuni collaboratori cerchiamo di seguirli durante gli studi e di conseguenza di proteggerli per quanto ci è possibile. Il mio è un ruolo fondamentale direi, altrimenti non vi sarebbe supervisione sulla tutela di questi ragazzi e la protezione dinnanzi ai crimini israeliani.

Sei preoccupato per eventuali ritorsioni nei tuoi confronti da parte dei militari israeliani?

No, non sono preoccupato e tanto meno lo sono per la mia famiglia, ricopro un ruolo, semplicemente sono pagato come direttore del comune ed eseguo il mio compito.

Quali ritorsioni vengono attuate dal governo israeliano nei confronti delle famiglie dei minori ?

Oltre la violenza subita al momento dell’ arresto a danno dei bambini, le loro famiglie sono costrette a pagare una multa di circa duemila shekel che convertiti nella vostra moneta europea rappresentano circa 567 euro.

Come fanno queste famiglie a procurarsi il denaro per pagare queste ammende, visto che gli arresti avvengono soventi?

Esistono delle associazioni per nostra fortuna definite Club dei Detenuti, all’interno di queste associazioni lavorano avvocati specializzati in diritto minorile pronti a seguire gratuitamente i giovani e le famiglie. Le famiglie prediligono tuttavia di assumere avvocati privati. Tengo a precisare che l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) non sostiene in alcun modo queste realtà, intendo sia economicamente sia psicologicamente. All’interno del villaggio vi è una forte solidarietà e le persone trovano il modo di aiutarsi a vicenda, saldando magari per un amico una parte della somma.

Il villaggio di Tqua è spesso preso d’assalto da parte dei militari israeliani, per quale motivo?

Il villaggio di Tqua si trova in direzione di Hebron, poco dopo Betlemme, purtroppo è circondato su tre lati da insediamenti di coloni israeliani, ciò comporta un continuo controllo e passaggio di mezzi militari blindati anche nelle strade del villaggio, essendo questa una zona agricola si trovano quindi coinvolte persone che lavorano la terra. Accanto al nostro villaggio inoltre è ubicata la strada che viene spesso utilizzata dai coloni per muoversi in automobile e per raggiungere anche Israele o fare semplicemente delle compere.

Gli scontri con i coloni sono quindi all’ordine del giorno?

Si, il nostro è un villaggio prevalentemente di contadini quindi vi sono scontri continui perchè cercano di impossessarsi delle nostre terre, noi le difendiamo come farebbe una qualsiasi altra popolazione al mondo. La nostra terra, i nostri ulivi sono tutto ciò che abbiamo, stiamo nel nostro villaggio e non andiamo negli insediamenti a creare problemi, piuttosto è il contrario, vorrebbero che restassimo inermi alla violenza ma è inconcepibile come pensiero. Quale padre e quale madre non difenderebbe la propria casa ed i bimbi che vi abitano?

La percentuale di arresti a danno di minori mi confermi sia aumentata come dichiarano alcune associazioni mondiali per i diritti umani?

Assolutamente si, praticamente il numero dei minori incarcerati senza giusta causa è raddoppiato nell’ultimo anno, inoltre l’IDF è arrivato a minacciare personalmente gli insegnanti all’interno della scuola avvisando loro che l’intenzione sarà quella di arrestare sempre più bambini in futuro.

Sei a conoscenza di altre minacce dirette?

Si, alle famiglie è stato comunicato sempre dai militari che saranno ritirati i permessi ai genitori che hanno possibilità di raggiungere Gerusalemme ( Al-Quds), alcuni di loro utilizzano questi permessi per lavorare o per raggiungere la moschea di Al-Aqsa. Aggiungo che i militari sono arrivati a distribuire volantini in cui vi è scritto che verranno messe in atto multe maggiorate a danno dei minori.

Qualche bambino del tuo villaggio ha mai segnalato abusi da parte dei militari al momento dell’arresto?

I bambini, già spaventati si trovano in balia di veri e propri atteggiamenti dediti a demolire la loro psiche. In alcuni casi è accaduto siano stati fatti salire su di un blindato in cui vi erano cani addestrati all’attacco. Mi è stato riferito inoltre che durante la loro detenzione i bambini venivano spostati di cella ed inseriti in quella di un presunto detenuto palestinese, in realtà si trattava di una spia addestrata. Ciò che mi preoccupa maggiormente è la totale mancanza di sicurezza per il nostro villaggio e i danni psicologici che i bambini conserveranno dentro se stessi durante la crescita a causa degli arresti continui. Sono però i coloni a preoccuparci ulteriormente, sono vicini di casa estremamente violenti e spesso oltrepassano la strada entrando nel nostro villaggio armati e sparando senza un bersaglio preciso con il rischio così di colpire chiunque.

I ragazzini di Tqua tra i quindici e diciassette anni attualmente in carcere da almeno un anno sono :

Riad Talal Al-Emoure arrestato più volte

Mohammed Mahmoud Abu Mfreh

Qusai Ali Abu Mfreh in carcere da più di 12 mesi

Ahmed Moahmoud Abu Mfreh

Ahmad Sulaiman Abu Mfreh

Talal Abu Mfreh

Bashar Hatem Sabbah

Sannad Al-Emour

Mahmoud Ahmad Abu Mfreh Fratello di Ahmad

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lascia un commento