Finalmente tre testimonianze dirette confermano la violenza e le torture dell’IDF nei confronti dei detenuti palestinesi, grazie a informatori israeliani. La CNN nelle scorse ore ha pubblicato un’ inchiesta basata su dichiarazioni fondate, significa che i giornalisti prima di divulgare fotografie ed informazioni prodotte dai Whistleblower ne hanno verificato la veridicità.
Da molti anni gli informatori non si apprestavano a divulgare alcuna notizia, soprattutto dopo l’arresto di Julian Assange, editore ed attivista per i diritti umani che portò alla luce numerosi crimini di guerra perpetrati contro le popolazioni civili, purtroppo non solo dal governo statunitense.
L’arresto appunto di Julian Assange che oggi si trova detenuto nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, ha fatto in modo che il controllo dei servizi segreti di tutto il mondo incutesse terrore in chi oggi sceglie di non restare ad osservare in silenzio i crimini commessi contro persone inermi, ad esempio ricordiamo la tragedia di Guantanamo che ci riporta purtroppo a ciò che i prigionieri palestinesi stanno vivendo ancor di più dopo il 7 ottobre.
L’IDF pare in questi mesi abbia trasformato alcune basi militari all’interno del Negev in vere e proprie Guantanamo appunto, permettendo così ai militari di utilizzare le peggiori torture possibili contro i civili rapiti dalla Striscia di Gaza, uno dei campi di detenzione come ad esempio Sde Teiman con annesso ospedale da campo che in principio veniva utilizzato per supportare i militari israeliani si è trasformato in un atroce luogo di tortura.
Grazie alla testimonianza di un medico addetto all’ospedale da campo, veniamo a conoscenza di episodi terrificanti, tra questi vi sono vere e proprie operazioni chirurgiche eseguite sui corpi dei detenuti, senza l’utilizzo di anestesia e gestite da medici israeliani alle prime armi.
“Proprio questa settimana, a due prigionieri sono state amputate le gambe a causa di ferite dovute alle manette, il che purtroppo è un evento di routine, cure inadeguate presso la struttura di detenzione hanno portato a complicazioni e talvolta anche alla morte del paziente, questo rende tutti noi e le équipe mediche e voi, coloro che ci incaricano nei ministeri della sanità e della difesa, complici nella violazione della legge israeliana. I detenuti vengono nutriti con cannucce, defecano nei pannolini e sono tenuti [in] costanti restrizioni, il che viola l’etica medica e la legge “.
Le gravi denunce contro la violenza all’interno dei campi di detenzione hanno ovviamente messo in allarme i portavoce dell’IDF in attesa dell’ennesima condanna globale contro la violazione dei diritti umani a danno del popolo palestinese, non si è fatta così attendere la risposta del governo di Benjamin Netanyahu:
“L’ammanettamento dei detenuti viene effettuato in conformità con le procedure, le loro condizioni di salute e il livello di pericolo che rappresentano, al fine di garantire la sicurezza delle forze e del personale medico”.
La fonte medica ha evidenziato la sistematica “disumanizzazione” dei detenuti nell’ospedale da campo, descrivendo la struttura come una grande “tenda” “non isolata” dagli elementi, inoltre ha confermato che sono numerose le persone denudate e che vengono costantemente legate e quindi contenute ed obbligate ad utilizzare pannoloni. La disumanizzazione evidenzia anche l’eliminazione dei loro nomi, nel momento in cui i prigionieri varcano la soglia dei cambi di detenzione vengono risconosciuti solamente attraverso numeri identificativi, questo comporta la perdita di identità personale.
Grazie ad un elaborato rapporto di Physicians for Human Rights-Israel su Sde Teiman, si documenta il “fallimento etico” dell’ospedale da campo, il rapporto evidenzia inoltre che le forze di sicurezza dell’ospedale da campo richiedono che tutte le persone detenute rimangano ammanettate e bendate sempre, in ogni momento, anche durante le cure mediche:
“I resoconti dei media indicano che i residenti di Gaza detenuti in questa struttura militare sopportano condizioni dure, essendo trattenuti con le mani dietro la schiena e occasionalmente legati a una recinzione per periodi prolungati, per giorni interi e consecutivi. Queste circostanze portano a sostanziali danni fisici e psicologici”.
I campi si basano sulla Legge israeliana per i combattenti illegali, ne ho infatti recentemente parlato in un mio articolo, si tratta di una legislazione risalente all’anno 2002 e modificata dalla Knesset lo scorso dicembre, ampliando così l’autorità militare per detenere sospetti militanti. Gli informatori hanno ovviamente chiesto di restare anonimi per evitare ripercussioni, purtroppo sono emersi episodi devastanti dove si racconta che gli arti dei prigionieri sono stati amputati senza anestesia portando alla necrosi dell’arto ed alla conseguente morte del paziente, numerose sono state le denunce grazie a chi è riuscito a salvarsi, ma grazie alle testimonianze e alle fotografie inviate da operatori interni le denunce hanno sicuramente una validità maggiore.
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